| LETTURE DI SCENA |
| Autore |
Andrea Rossetti |
| Genere |
Sceneggiatura - Teatro |
| Dedicato a |
Giuseppe, e in memoria di Vittorio |
| Pubblicata il |
17/11/2008 |
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| Editore |
Liberodiscrivere® edizioni |
| Collana |
Il libro si libera |
| ISBN |
978-88-7388-199-5 |
| Pagine |
132 |
| Prezzo |
10,00 € |
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La scena letta, la pagina in azione
"Letture di scena": già dice. Come una dichiarazione di poetica. Come una chiave di accesso al libro; che, in effetti, di libro si tratta. Di un libro vero e proprio, concepito organicamente con un suo avvio, con una sua crescita interna e con un approdo finale, che è una sorta di largo sinfonico dall’amplissimo, dongiovannesco respiro. E, aggiungiamo, che è uno splendido libro, sonante, animato da un ritmo capace di travalicare di titolo in titolo accorpando in una struttura omogenea ciò che parrebbe franto nella variegazione di un’antologia.
"Letture di scena" è davvero lo stigma più giusto, non "Teatro". Teatro, infatti, può essere che sia, ma non per certo. Dipende. Così come la parola ‘oriente’, in ragione di una dieresi omessa o meno, può farsi da bisillabo trisillabo, e viceversa. Un’ambiguità vitale, che, riproposta nello specifico del nostro discorso, dà solidità a una natura (quella, per l’appunto, di libro), ipotizzandone a corredo un’altra (quella sub speciem theatri). E, in quanto libro, questo libro è tomo. Non ponderoso, ma agilissimo. È messale. È un breviario reiterabile (in termini spicci: da rileggere, più che da leggere), composto di parole coagulate in versi e in frasi che del verso hanno la cadenza intrinseca. È forma innescata e pronta per la deflagrazione. È materia ardente deposta in pagine benevole che, se chiuse, ne fanno un oggetto inerte, un volume da infilare tra altri in uno scaffale, e da aprire, da sfogliare, come faremmo con uno qualsiasi dei suoi tanti affini: sempre inerti se oggetti, ma a volte (raramente) esplosivi se tradotti in ciò di cui sono scrigno. Ossia, in verbo. In logos.[...]
(dal saggio introduttivo di Giuseppe Manfridi)
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